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rainbow six vegas

 

17 giugno 2007

Tom Clancy's Rainbow  Six Vegas


 

Le mani tremano, un brivido freddo scorre lungo la schiena, protetta da innumerevoli strati di polimerico kevlar, le gambe cedono e la mente perde inevitabilmente di lucidità. Irrompere brutalmente in quella stanza equivarrebbe ad una moria di vittime innocenti, elaborare una strategia alternativa costituisce l'unica via percorribile. Un tetto, un solido appiglio e una fune potrebbero rappresentare una possibile soluzione. Stringo i pugni, tengo sotto controllo i battiti del cuore e ordino alla mia squadra di calarsi dal tetto, irrompere attraverso quelle lucide vetrate e colpire alla testa quegli odiosi terroristi. Una piano non propriamente infallibile ma comunque attuabile...
Questo, e molto altro, è Tom Clancy's Rainbow Six Vegas, ultimo esponente di una serie che vanta ormai innumerevoli capitoli ed estimatori.
 
Le vicissitudini legate all'agente scelto Logan Keller hanno inizio in una zona imprecisata del Messico e non nella peccaminosa città del Nevada, come suggerirebbe il titolo dell'ultimo nato in casa Ubisoft. Sembra quasi che gli sviluppatori francesi vedano, inspiegabilmente, nel Messico un vero e proprio contenitore di malvagità. Superato questo primo momento, la storia subisce una brusca impennata e le azioni si spostano fra le vie e i casinò di una pericolosa Las Vegas. Al comando di un ristretto gruppo di agenti, il giocatorrainbow six vegase ha l'ingrato compito di sabotare celermente i piani di una folle terrorista, pronta a tutto pur di mettere in ginocchio l'impero statunitense. Rainbow Six, al contrario del cugino Ghost Recon, propone una visuale in prima persona, pronta ad allontanarsi per passare in terza quando ci si accosta ad una parete, e pone maggior peso su azioni legate alla pura e cervellotica strategia. Agire inosservati, calarsi a testa in giù grazie all'ausilio di una corda ben salda e cogliere di sorpresa i malcapitati terroristi, rappresentano le uniche possibilità per preservare la vita degli innumerevoli civili presi in ostaggio. L'anima strategica del titolo continua a rappresentare l'aspetto predominante, in quest'ultimo capitolo però tale peculiarità risulta piacevolmente semplificata. Poche azioni, attuabili con la pressione della croce digitale o di un rotondo tasto, garantiscono piani ben elaborati e di indubbio spessore. Irrompere in una stanza eseguendo una canonica manovra a tenaglia è un'operazione semplice da attuare, grazie a comode icone e ad un sistema di gioco intuitivo e ben congegnato. Anche un novizio si troverà, dopo un breve periodo di addestramento, a proprio agio nelle vesti di un impassibile comandante.
Corse perdifiato con un fucile ben saldo nelle mani e sparatorie in campo aperto sono operazioni sempre e comunque altamente sconsigliate.


Oltre alla modalità per giocatori solitari, terminabile in unrainbow six vegasa decina d'ore, Rainbow Six Vegas dispone di un non troppo esaltante multiplayer locale a schermo condiviso e di una interessantissima alternativa, basata sulle meraviglie offerte dal servizio on-line.
Un massimo di 14 partecipanti sparsi per il globo possono sfidarsi per ottenere il controllo dell'area. Tutti contro tutti, divisi in squadre, o con ruoli di attacco e difesa già prestabiliti, sono solo alcune delle possibilità offerte. La quasi totale assenza di rallentamenti, l'ottimo level design delle mappe e la possibilità di personalizzare il proprio alter ego virtuale garantiscono un divertimento costante e duraturo. Le sfide non rappresentano comunque la totalità dell'offerta ludica.
Sostituire l'intelligenza artificiale con la presenza di due amici in carne ed ossa darà luogo infatti ad astruse collaborazioni, organizzate con flebili conversazioni via cuffia, dannatamente trastullanti.
Un sistema di classifiche costantemente aggiornate e la presenza di specifiche decorazioni, ottenibili mediante il superamento di particolari obbiettivi, tra cui il completamento di missioni o l'uccisione di un determinato numero di avversari, contraddistingueranno i giocatori d'èlite dai restanti.
 
L'ultimo progetto Ubisoft propone ambientazioni cariche di fascino e d'indubbia bellezza. Camminare per le vie di una luccicante Las Vegas o aprire il fuoco in un confusionario casinò sono azioni capaci di generare momenti visivamente davvero impressionanti. Proiettili impazziti, neon intermittenti, ottimi modelli poligonali e coltri di fumo rearainbow six vegaslisticamente riprodotte rivelano la innegabile bontà del motore grafico. Una maggiore cura per quel che concerne la resa delle texture avrebbe giovato di molto alla qualità complessiva. Tale pecca arriva addirittura ad intaccare, in alcuni momenti, la corretta lettura della scena, con avversari poco distinguibili soprattutto se appostati in lontananza.
L'intelligenza artificiale dei nemici e dei nostri forzati collaboratori si rivela nella stragrande maggioranza dei casi affidabile e soprattutto credibile. Dirigere la nostra squadra al centro di una stanza presidiata da ostili figure equivale ad una cocente pioggia di proiettili ed ad un giusto game over. Anche il comparto audio gode di una buona realizzazione con temi musicali perfettamente in linea con lo svolgere delle azioni, sempre pronti ad incalzare appena la nostra vita entra in pericolo, e con un doppiaggio interamente in italiano, garante di una estrema immedesimazione.

 

 

A cura di Taob

 


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