
5 giugno 2008
Haze
Se si dovesse l'ultimo lavoro dei Free Radicals con una frase fatta:
più grandi sono le aspettative, maggiore è la delusione sarebbe
piuttosto azzeccata. Sono ancora molti quelli che ricordano con un
pizzico di nostalgia Timesplitters, la serie che li ha portati alla
ribalta su PS2, e per coloro che iniziavano a sperare che la sua magia
potesse ripetersi con Haze purtroppo hanno mal riposto le proprie
speranze, sebbene un'interessante trama di gioco e qualche interessante
idea di fondo riescono a renderlo 'accettabile'.
La storia è incentrata sul conflitto tra un'organizzazione paramilitare
(più una corporazione con esercito annesso che altro) e dei ribelli. Il
punto di vista che ci verrà proposto è quello di Shane Carpenter in un
futuro non troppo remoto, che si arruola tra le fila della Mantel,
quell’ esercito che agli occhi di tutti si presenta con propositi degni
dell'Esercito della Salvezza in quanto il loro obiettivo è quello di
liberare i popoli oppressi, e tutto ciò dotando di armi convenzionali,
mezzi e sopratutto di una particolare sostanza chiamata nettare la cui
somministrazione migliorando le abilità dei soldati nel provocare/subire
danni con armi e senza, mira, rapidità e nell'individuazione dei nemici
(che avranno
un alone luminoso intorno a loro.)
Tutto sembra rose e fiori per i Mantel, ma l'organizzazione omette un
piccolissimo dettaglio:
Sebbene il dosaggio venga deciso dal soldato stesso ed i suoi effetti
siano temporanei, il nettare è una vera e propria droga infatti causa
assuefazione nonché una distorsione delle percezione ed offusca la mente
di chi la usa al punto da non vedere le atrocità che egli stesso
commette, sangue o cadaveri mutilati, diventando perciò una vera e
propria macchina il cui unico obiettivo è eliminare il nemico o
addirittura, qualora si verifichi un'overdose, qualunque cosa si muova e
respiri.
Shane essendo buono per natura non viene del tutto stravolto, e
rendendosi conto di come come i suoi commilitoni siano cinici e spietati
ben al di sopra di semplici soldati, iniziano a sorgere vari dubbi che
lo portano a scoprire le vere intenzioni della Mantel (facilmente
intuibili, ma non ve li anticiperò) e ciò lo porta a di cambiare fazione
schierandosi con i ribelli, il che si traduce in due differenti approcci
con il gioco in termini di scontri e di tattiche.
In sostanza, mentre nelle prime fasi di gioco saremo muniti di armi e di
una tecnologica tuta spara-nettare che ci potenzia, quando passeremo con
i ribelli avremo a disposizioni piccoli exploit che ci aiuteranno come
il fingere di essere morti quando verremo colpiti (ricordate il nettare
che interferisce con le percezioni?), la possibilità di creare una
"granata al nettare" usando quello degli avversari sconfitti, mandandoli
così in overdose e facendoli combattere tra di loro. L'unico intoppo è
che se non ci ricorderemo di controllare i loro cadaveri depredandoli
delle munizioni loro rimaste o dei materiali con cui 'costruire' le
nostre, ma poiché essendo il protagonista un normale essere umano e non
McGyver sappiate che non vi basterà un semplice elastico, il che
talvolta vi metterà davanti alla cruda verità: diventa difficile
riuscire a sparare se non si ha cosa sparare...
Per quanto riguarda l'IA dei nemici sono anch'esse differenziate, ma il
vantaggio nell'utilizzo del nettare nella prima fase avvantaggia troppo
il giocatore che vede anche dei nemici maggiormente sulla difensiva che
rimangono nascosti (esponendosi comunque ai nostri attacchi) che devono
persino titubare sul come evitare le nostre granate con goffe schivate
che li rendono particolarmente vulnerabili perfino alle difficoltà più
elevate, ma se può consolare, neppure l'altro lato della campana se la
cava tanto meglio.
Quando faremo parte dei ribelli, i nostri avversari avranno si l'uso del
nettare dalla loro che ci farà piuttosto male, ma praticamente non hanno
una tattica definita, avanzano semplicemente sparandoci contro, il che
renderà i nostri frenetici scontri intrisi del piombo dei proiettili del
nostro mitragliatore che sarà probabilmente il più usato anche per la
carenza di varietà di armi.
Tecn icamente parlando, Haze si rivela al di sotto degli standard
Next-Gen che ci visti ad esempio in CoD4 e non riesce a sfruttare le
potenzialità grafiche della nostra PS3. La fluidità di gioco è ottima
così come il sapiente utilizzo dell'anti-aliasing, alcuni modelli che
risultano essere egregiamente texturizzati e dei discreti effetti di
luce, che però in svariate occasioni risultano troppo accentuati nonché
minati dall'assenza delle ombre di moltissimi oggetti e dalla loro
staticità. La linearità delle ambientazioni è davvero imbarazzante, così
come la loro povertà a livello poligonale e le scarse possibilità di
interazione che nelle poche occasioni in cui si verificano mettono in
risalto un simulazione fisica che di realismo ha ben poche cose, tutto
il contrario dei frequenti pop-in, ovvero dell'improvvisa comparsa di
oggetti e quant’ altro nonostante l'installazione su Hard Disk avrebbe
dovuto ovviare a tali eventualità riducendola. La realizzazione grafica
del design di veicoli, armi e mezzi mancano di quell' impatto visivo che
caratterizzava Timesplitters, ma fortunatamente il comparto sonoro
sembra essere su ben altri livelli.
Le colonne sonore e i brani non sono da buttare, mentre il doppiaggio
completamente in italiano è ben caratterizzato per quanto concerne i
personaggi principali, anche se alla lunga i continui e volgari commenti
dei nostri compagni finiscono col diventare ripetitivi e banali
rovinando un doppiaggio che è uno dei due punti di forza di Haze.
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L'altra colonna del gioco sono gli interessanti spunti (non esenti da
difetti) ma che rimangono interessanti in chiave di giocabilità.
La campagna in singolo ci vede accompagnati da tre giocatori pilotati
dal computer che non rende molto se non a livello di trama, ma con la
campagna co-op in cui potremo giocare in due sulla stessa console e fino
a quattro giocatori online con l'aggiunta della chat vocale per
coordinare le nostre azioni, rendono il gioco davvero appagante anche se
il motore di gioco inizia a perdere qualche colpo. Non è un'esperienza
videoludica capace di miracoli, ma è più che accettabile, sopratutto se
poi si decide anche di sfruttare le varie modalità online che, pur
rimanendo piuttosto classiche, saranno finalmente in grado di regalare
qualche emozione e di divertirci per qualche ora.
Le modalità a nostra disposizione prevedono un massimo di 16 giocatori e
sono i soliti "Deathmatch" e "Deathmatch a squadre" che non credo
abbiano bisogno di particolari presentazioni, mentre abbiamo poi
"Assalto a Squadre" che è la più riuscita ed accattivante.
In ognuna delle 6 mappe a nostra disposizioni (numero piuttosto esiguo
purtroppo) che riprendono sezioni di gioco visitate in single player, le
due squadre devono riuscire a terminare alcuni obiettivi come, ad
esempio:
La fazione dei ribelli devono conquistare un avamposto, scegliere il
proprio generale e scortarlo nel punto in cui un elicottero lo porterà
in fuga mentre i soldati devono impedire che ciò accada occupando la
zona o uccidendo il generale e così via.
Voto 6. Ci si aspettavano grandi cose dai Free Radicals e da Haze, ma
proprio queste grandi aspettative hanno fatto si che fosse più criticato
del dovuto. Capiamoci, il gioco in sé è qualitativamente scarso e si
nota senza troppi problemi, ma gli appassionati del genere o quelli che
guardano più all'online o alla campagna co-op che ad altro, potrebbero
anche comprarlo e passare qualche momento divertente, ma non fatevi
comunque troppe illusioni.
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A cura di Amaterasu
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