
12 febbraio 2008
Devil May Cry 4
Dopo i primi 3 episodi che hanno confermato Devil May Cry come uno dei
maggiori esponenti di spicco degli Hack n' Slash, Dante approda sui
nostri schermi HD ma stavolta non è solo infatti, Se fino ad'ora era
stato il solo a farla da da padrone come protagonista assoluto e si
pensava che trovare qualche buoni spunti per quest'ultima fatica, la
Capcom si dimostra come al solito all'altezza della sua fama.
Questo quarto capitolo potrebbe fare la felicità di quanti pensano che
il terzo sia il miglior capitolo della saga, di coloro che temevano
qualche perdita nel gameplay che da sempre lo ha contraddistinto ma
anche di quelli che volevano qualche aggiunta e un po' di sana
innovazione non rimarranno di certo delusi. Com'è risaputo la principale
aggiunta è la comparsa di Nero che 'sfida' Dante nel suo ruolo di
protagonista assoluto della serie. In molti potrebbero pensare a Vergil
e all'impronta che ha lasciato in quelli che hanno giocato con l'ultimo
capitolo per PS2 o per PC, ma vi sbagliate, stavolta ci troveremo
davanti a due contendenti contrapposti ma schierati dallo stesso lato.
La storia prende vita nei pressi della città di Fortuna (dallo stile
prettamente gotico che spesso ci ha accompagnati nelle avventure del
nostro cacciatore di demoni) dove verremo sballottati tra ambientazioni
piuttosto variegate. In questa città risiede l'Ordine della Spada, una
setta il cui compito è quello di proteggere l'incolumità dei cittadini
che considerano Sparda come il salvatore della razza umana che appare
ogni qualvolta il mondo si trova sull'orlo della distruzione.
Di questa setta fa parte lo stesso Nero sebbene egli non sia uno degli
elementi più disciplinati e pensi maggiormente a Kyrie, la sorella del
G enerale dei Cavalieri del'ordine Creedo, il quale si preoccupa
attivamente della difesa della cittadina e difatti è principalmente per
il legame con quest'ultimo che Nero ha deciso di collaborare con la
setta. Fino ad allora tutto era come di consueto, ma durante la
preghiera per il ritorno di Sparda Dante irrompe nella sala ed uccide
Sanctus, L'Anziano dell'Ordine ed è proprio in quell'occasione che Nero
incrocia per la prima volta la spada con Dante. Come se tutto ciò non
bastasse Agnus, un'altro membro dell'ordine che fa uso dell'Alchimia,
rapisce Kyrie e al nostro neo-protagonista viene a conoscenza che le
vere intenzioni di Sanctus, tornato in vita grazie all'energia demoniaca
accumulata nel corso degli anni all'insaputa di tutti, sono quelle di
ricostruire la spada Yamato che fu usata da Vergil.
Il sistema di gioco è rimasto pressochè invariato per cui i vari
potenziamo delle armi e delle nostre abilità verranno eseguiti tramite
l'uso delle consuete Sfere Rosse lasciate dai nemici o che potremo
raccogliere durante la fase esplorativa (se così si può definirla) e
usando vari oggetti.
Come si è potuto già dedurre, l'innovazione più grande di questo titolo
è proprio nel ruolo e utilizzo di Nero che, comunque, ha uno stile di
combattimento simile a quello di Dante. Anch'egli ha una spada, la Red
Queen, che è stata dotata di un'interessante sistema di 'carica'
chiamato Exceed System, che ricorda quasi l'acceleratore di un motore,
grazie a cui cui potremo aumentare il danno che infliggerà la nostra
lama durante gli scontri, ha una pistola per colpire i nemici dalla
distanza, la Blue Rose, ed anch'egli può trasformarsi in demone per un
certo periodo di tempo aumentando e variando gli attacchi a nostra
disposizione nonchè rigenerando la nostra energia.
Considerando solo questi sembra quasi identico al figlio di Sparda
(soprattutto per la sua notevole rassomiglianza con Vergil), ma entra in
gioco anche un'altro elemento, il Devil Bringer. Nero tra le varie armi,
ha a disposizione un braccio demoniaco che subirà vari potenziamenti. I
20 livelli della nostra avventura, si svolgeranno in circa 15 ore di
gioco in cu i dovremo avanzare anche grazie alle varie capacità di tale
braccio che potrà essere usato come rampino, per muovere o lanciare
oggetti, per cui bisognerà anche aguzzare l'ingegno per capire cosa
richiede una determinata situazione e anche per trovare i vari
potenziamenti extra e i bonus nascosti. Inoltre il Devil Bringer ci
permetterà di afferare i nemici più o meno lontani per metterli a
portata di spada, per eseguire prese ai loro danni e per scaraventarli
su altri nemici, anche se la sua maggiore efficacia viene ampiamente
dimostrata negli scontri contro i boss di fine livello che potranno
essere malmenati nel vero senso della parola.
Sebbene controlleremo Nero per gran parte del gioco, è previsto anche
l'uso di Dante in varie fasi, talvolta rivivendo flashback come quello
in cui elimineremo l'Anziano Sanctus. I quattro stili presenti in DMC3
sono stati reinseriti in modo più semplice ed immediato. Chi ci ha
giocato sa bene che non era prevista la possibilità di modificarli nel
corso di un livello se non si arrivava agli appositi 'checkpoint',
mentre adesso ad ognuna delle frecce del D-pad corrisponde un diverso
stile, per cui potremo cambiare in qualsiasi momento. Le quattro
'classi' sono lo "Gunslinger" per quelli a cui piace riempire di piombo
i propri nemici, il "Royal Guard" che ci permetterà di difenderci da
ogni attacco (se usato bene) rispedendolo al mittente, il "Trickster"
che privilegia numerose acrobazie ed evoluzioni belle da vedere del tipo
da smargiasso e ci permettendoci di contrattaccare ed infine lo "Swordmaster"
che prevede l'uso dell'ormai famosa Rebellion per fare molte mosse di
vario genere e potenza, senza poi contare le nuove armi che avremo a
disposizione. Tutto ciò garantirà la felicità del giocatore che, seppure
all'inizio potrebbe non abituarsi alla staffetta tra Nero e Dante e ai
diversi modi di combattere, alla lunga possono essere molto apprezzati
poichè rendono i combattimenti più vari senza mai esaurire la loro
scorta di frenesia.
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Dal punto di vista tecnico sebbene non si tratti di qualcosa di
memorabile, anche l'occhio non ha di che lamentarsi. Il motore grafico
utilizzato è molto simile a quello di Lost Planet e ciò garantirà sempre
un'azione fluida e coinvolgente senza mai abbandonare l'ormai conosciuto
picco dei 60 Frame al secondo. Il numero e la ricchezza di poligoni e la
varietà delle texture è al di sopra degli standard a cui eravamo
abituati e l'azzeccatissimo stile gotico usato, che ben si addice al
clima di gioco, ha sempre un ottimo impatto visivo da qualsiasi
angolatura lo si guardi. Le sequenze d'intermezzo ricordano molto lo
stile cinematografico rendendo tutto molto godibile catturando così
l'attenzione del giocatore ogni singolo I due protagonisti sono
ottimamente realizzati e osservando più da vicino si denota una maggior
pulizia d'immagine e del loro look, e ciò è altrettanto ravvisabile
nella realizzazione dei nemici, siano essi demoni o boss. I Boss sono
imponenti e stupendi, curati sotto ogni singolo aspetto e le varie fasi
di combattimento saranno una vera e propria goduria. Una nota di pregio
riguarda propri o i normali nemici poichè, oltre alle solite marionette,
ci troveremo anche davanti a demoni elementali di fuoco, terra, aria o
ghiaccio curati anch'essi egregiamente e inoltre saranno anche in grado
coordinare i loro attacchi permettendo un maggiore coinvolgimento negli
scontri. i temi musicali presenti nel gioco sono principalmente
rockeggianti e si abbinano benissimo alle varie fasi di gioco e gli
effetti sonori sono veramente di alta fattura accrescendo ancora di più
la bellezza del gioco, nonostante sia presente solo il doppiaggio in
inglese
Com'è ormai noto in Devil May Cry sono disponibili molteplici difficoltà
di gioco che vanno da Umano e Acchiappademoni (ovvero facile e
difficile) ad altre quattro conosciutissime difficoltà: Devil Hunter,
Dante must Die, Heaven or Hell e Son of Sparda che possono essere un
vero e proprio incubo per i neofiti del genere ma a cui i professionisti
del gioco dedicheranno molta attenzione e sudore poichè particolarmente
ostici e difficili. Inoltre è stata riproposta una sorta di survival, il
"Bloody palace", in cui l'obiettivo principale è quello di sopravvivere
il più a lungo possibile. Il gioco in sè può essere terminato in una
quindicina d'ore, ma le varie difficoltà nonchè questa modalità
aumenteranno in maniera spropositata un gioco già piuttosto longevo
Il giudizio di Amaterasu: Devil May Cry è sempre stata una delle maggiori Hit che ha spopolato in
giro nel mondo raccogliendo un numero sempre maggiore di consensi.
Per comprarlo non si deve necessariamente essere patiti del genere in
quanto può benissimo essere usato come passatempo e anche dai neofiti.
Anche questo capitolo, purtroppo, non è esente dai soliti muri
invisibili che bloccheranno alcuni passaggi senza dare così spazio
all'esplorazione che rimanre quasi sempre del tutto lineare, ma il vero
difetto è dovuto più che altro ad alcune fasi in cui avremo il controllo
di Dante e dovremo ripercorrere la stessa strada e (talvolta) incontrare
gli stessi nemici che avevamo già percorso con le fattezze di Nero e,
seppure la qualità e la realizzazione grafica siano di ottima fattura,
esse ricordano in un certo qual modo la Old-Gen. Anche io sono uno tra
quelli a cui piace il tipo di gioco (seppure io non veneri Dante&co. XD),
ma obiettivamente il voto che posso dargli è un 8.5 pieno
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A cura di Amaterasu
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