
28 gennaio 2008
Burnout Paradise
Dopo aver 'coniato' un nuovo modo di vedere un gioco di guida e avere
tenuti incollati milioni di giocatori davanti al suo pupillo, Criterion
torna a far danni con il quinto episodio (ma primo della Next-Gen) di
Burnout e stavolta lo fa in un modo completamente nuovo, portandoci a
Paradise City. Un'intera città che sarà il nostro parco divertimenti nel
gioco di macchine più distruttivo che ci sia.
Come prima cosa dovremo creare la nostra patente e possiamo notare come
sia stata inserita la possibilità di inserire una foto nel caso in cui
avessimo la Live Vision Camera (o il Playstation Eye su PS3). Dopo aver
creato il nostro profilo saremo accolti da una voce che, com'è ormai
consuetudine, sarà rigorosamente in italiano, ci verrà data una macchina
dal nostro sfasciacarrozze di fiducia quindi ci troveremo a Paradise
City e dopo aver trovato un meccanico per le nostre numerose
riparazioni, un carrozziere che si occuperà di verniciare i nostri
bolidi e un benzinaio che provvederà alla nostra quotidiana scorta di
turbo, avremo la più totale libertà di azione.
Il parco macchine a nostra disposizione comprende 75 veicoli. Per
ottenerli dobbiamo completare un certo numero di eventi e, talvolta,
verremo informati riguardo ad un rivale in giro per la città per cui
potremo sottrargli l'auto letteralmente eliminando il suo mezzo per poi
ritrovarlo nello sfasciacarrozze nuovo di zecca e pronto per qualsiasi
utilizzo farne e lo schema di gioco è semplice, sono dis ponibili
un totale di 120 eventi e con il completamento di varie gare otterremo
punti che si accumuleranno nella nostra patente finchè ciò non porterà
ad un'aumento di livello progredendo nel gioco e comportando relativi
cambi in gare o sbloccando nuovi eventi.
Oltre alle collaudate modalità come la classica gara, la furia stradale,
la sfida stradale rovente (il classico time attack in cui dovremo
arrivare in uno specifico punto entro lo scadere del tempo) Prova
Spettacolo (il tipico "Schianto" dei capitoli precedenti) in cui
cercheremo di innescare una serie di incidenti a catena nel traffico di
ogni giorno, sono state inserite anche "Uomo nel Mirino" in cui il
nostro obiettivo sarà arrivare ad un checkpoint vivi resistendo ai
continui attacchi degli avversari comandati dalla CPU, o anche la Prova
Stunt che ci vedrà eseguire takedown, derapate e follie di ogni tipo pur
di ottenere punti. Essendo il free roaming una novità esclusiva di
questo capitolo non avremo più una selezione diretta dei vari eventi, ma
dovremo fermarci ad un semaforo ed eseguire un Burnout premendo
contemporaneamente acceleratore e freno per attivare il corrispondente
evento, (un po' come veniva fatto in Need For Speed Underground 2 quando
fu adottato il free-roaming).
Rispetto ai predecessori, Paradise offre molte cose da fare in quanto
l'aggiunta della componente esplorativa la fa da padrona. I paesaggi
sono molto variegati e vanno dalle zone marittime sulla costa a quelle
montuose dando al giocatore molteplici aggiunte quali trovare rampe,
scorciatoie e vari obiettivi da distruggere che ci consentiranno di
ottenere i 60 premi ottenibili completando le varie 'sfide' mantenendo
sempre lo stile frenetico del gioco rimanendo all'insegna del puro
divertimento, e difatti anche la fisica è stata sfruttata in modo da
rendere il gioco più arcade mettendoci di fronte ad una guida
maggiormente instabile, con derapate e salti al limite dell'inverosimile
e soprattutto nella Prova Spettacolo, in cui dovremo semplicemente
provocare incidenti, i movimenti che saremo in grado fare controllando
il nostro 'rottame' hanno davvero dell'incredibile.
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Il comparto grafico non farà sicuramente gridare al miracolo, ma le
migliorie apportate sono di tutto rispetto e tutti i punti vitali del
gioco sono stati curati ottimamente. I sessanta fotogrammi al secondo
non cedono in nessun momento e le ambientazioni sono ben fatte e tempi
di caricamento assenti. Sicuramente si può notare come le texture non
siano nulla di eccezionale e che il numero di poligoni usati (più
visibilmente durante gli incidenti) non siano una quantità così
imponente e non sono nemmeno presenti possibilità di tuning o
personalizzazioni (salvo il cambio di vernice), ma nel complesso non ci
si può lamentare dato che nulla è stato tralascato al caso.
Se graficam ente Burnout non raggiunge la piena eccellenza, altrettanto
non si può dire del comparto audio che è, come sempre, il caposaldo del
gioco. I rombi dei motori, degli scontri e del traffico sono davvero
ottimi così come una vastissima selezione di brani che faranno da
sottofondo alle nostre peripezie, infatti avremo a disposizione ben 40
brani (seppure quasi la metà provengano da Burnout Dominator) da poter
ascoltare sulla stazione radio di CRASH FM su cui potremo godere di
artisti come i "Faith no more" e brani come Paradise City dei Guns N'
Roses.
l'Online, come ci si aspettava, è l'ovvio prolungamento di ciò che
questo titolo può offrire anche con la sola esperienza che si prova in
giocatore singolo. La presenza di lag è quasi inesistente e saranno
veramente rare le occasioni in cui si verificheranno e l'innovazione
rappresentata dall'eliminazione delle tediosissime stanze in cui si
doveva attendere che un certo numero di giocatori si collegassero
prendendo parte all'evento prima di iniziare renderà tutto godibile al
massimo. Con la loro eliminazione, il multiplayer diventa meno
frustrante e fino ad un massimo di 8 giocatori contemporaneamente
potranno svagarsi in piena libertà ed autonomia all'interno di Paradise
City per poi accedere a vari eventi o sfide in qualsiasi momento,
rendendo tutto molto più semplice e il tutto condito dall'immancabile
presenza della chat vocale e dalla possibilità (qualora l'abbiate fatto)
di inviare la foto usata nella patente ai nostri avversari quando, ad
esempio, si subisce un takedown.
Da segnalare è l'eliminazione del contachilometri per esaltare
l'avvicinamento ad uno stile molto più arcade. L'introduzione del
free-roaming è stata una venata una mossa tanto geniale quanto
rischiosa, se da un lato la giocabilità e le possibilità del gioco
vengono ampiamente esaltate aggiungendo una maggiore longevità e senso
di completez za, da un lato ci saranno anche quelli che storceranno un
po' il naso poichè la sua introduzione toglie un po' dell'immediatezza
tipica di questo titolo, con i soliti contro come il tempo che si
impiega per arrivare da un punto all'altro della mappa (in nessun modo
potremo spostarci più velocemente verso il punto voluto), agli inizi la
mappa può sembrare caotica e ci vorrà un po' di tempo prima di
familiarizzare del tutto con il gioco imparando a conoscere tutte le
zone, scorciatoie, salti e le solite cose che ci aiuteranno nelle varie
gare.
Il giudizio di Amaterasu: In definitiva anche quest'ultima
opera della Criterion si rivela come uno dei titoli da aggiungere alla
nostra schiera. L'esplorazione libera rende il gioco molto coinvolgente
e aggiunge qualcosa di veramente nuovo, varie scelte potrebbero non
piacere e (seppur raramente) rimpiangeremo l'immediatezza e la
semplicità dei suoi predecessori. In definitiva un 9 mi sembra
obbligatorio poichè (come fan della serie) questa aggiunta era ciò che
mancava al gioco per dare un tocco di completezza e una ventata di
novità ad una serie da cui ci si aspettava molto e che di certo non ha
deluso tali aspettative.
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A cura di Amaterasu
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