
12 maggio 2007
Anteprima RE: The Umbrella Chronicles
Il recente Capcom Gamers Day è stato l'occasione
per poter provare finalmente il nuovo episodio della serie di Resident
Evil, Umbrella Chronicles. Il gioco, sviluppato esclusivamente e
integralmente su Nintendo Wii è un classico sparatutto in prima persona.
Le immagini che circolavano prima dell'evento mostravano anche momenti
in terza persona. La prova sul campo ha invece dimostrato che i
frangenti in cui vediamo il nostro alter ego sono solamente una sorta di
quick time events, performabili in occasione di calci volanti,
schivate e contrattacchi ben assestati. Il dubbio più grande che c'era
prima della presentazione è stato subito fugato quindi. Ma andiamo con
ordine.
Resident Evil: The Umbrella Chronicles ci da la possibilità nei panni di
Billy Coen, Rebecca Chambers, Chris Redfield, Jill Valentine e Carlos
Oliveira di affrontare sezioni tratte da R.E. 0-1-3. Purtroppo non è
stato possibile appurare se avremo anche la possibilità di calpestare
l'isola di Code Veronica.
Attraverso gli occhi di tutti questi personaggi saremo testimoni degli
eventi che porteranno alla caduta della Umbrella Corp.
Dicevamo Resident Evil: The Umbrella Chronicles
essere un semplice sparatutto.
Certamente lo è, ma contrariamente alla media dei prodotti di questo
genere si distingue per alcune features che ne esaltano la giocabilità e
lo innalzano dalla massa.
Il gioco utilizza sia il remote controller che il nunchuck. Con il primo
si punta lo schermo: il tasto B è il grilletto dell'arma, mentre il
tasto A è deputato alla raccolta degli oggetti trovati e alla scelta dei
bivi da seguire. La croce direzionale serve invece a cambiare arma.
Con lo stick del nunchuck possiamo invece muovere la testa e guardarci
intorno, funzione questa necessaria per colpire gli oggetti che ci danno
i bonus e per far fuori gli zombi che ci attaccano alle spalle.
Purtroppo la natura “a binari” del titolo ci nega totalmente la
possibilità di muoverci liberamente.
I controlli risultano essere quindi del tutto intuitivi e in generale il
remote controller (veramente preciso) fa ottimamente le veci di una
light gun. L'unica cosa che sembrava non funzionare alla perfezione era
la ricarica dell'arma. Di norma in giochi di questo genere basta sparare
fuori dallo schermo. Qui invece è necessario scuotere il controller
furiosamente, e non sempre la ricarica avveniva tempestivamente.
Ma quali sono queste features che diversificano
Umbrella Chronicles dalla massa?
Innanzitutto la prima cosa che salta all'occhio è la gia citata assoluta
precisione del controller. Come in Resident Evil IV è possibile colpire
le parti del corpo separatamente. Un colpo alla gamba azzoppa lo zombi,
mentre un preciso headshot lo mette fuori gioco istantaneamente.
La pratica oneshot-onekill è incoraggiata dal mirino che pian
piano si restringe se miriamo accuratamente e a lungo la testa del non
morto. Ovvio che durante una carica numerosa di zombi mirarne solo uno
per diversi secondi equivale a invitare a pranzo gli altri...
Buona parte dell'ambiente di gioco può essere distrutta, rivelando
quindi la natura totalmente 3D del titolo. Possiamo quindi sparare a
quadri (occhio ai fori nel muro), finestre, porte, vasi, candelabri e
lampadari vari.
Colpendo questi ultimi la luce verrà a mancare. Il buio diventa quindi
protagonista, realistiche e tenebrose lunghe ombre si allungheranno sul
pavimento. Cecchinare gli affamati inquilini della casa diventerà un
serio problema.
Gli oggetti devastati dalle nostre raffiche (anche le fonti di luce...)
rilasciano tutto il campionario di erbe curative e caricatori di riserva
che anni di Resident Evil ci hanno fatto apprezzare.
Non sembra esserci poi l'inventario a limitare la nostra capacità di
trasporto.
Tirando le
somme, come è Resident Evil: The Umbrella Chronicles?
Per quel poco che si è visto sembra promettere dannatamenente bene. E
sicuramente è anche molto divertente.
A cura di Taob
|